progetto permanente di Eduardo Zampella ( direttore diffusione teatro ) e Lucia Cuocci ( regista Rai 2 )
ricerca e sperimentazione
sulle tecniche della
mediazione
teatrale
XX anno
2003/04
www.diffusioneteatro.com
nato il
12.12.1944
a
Torre Annunziata
Ha ideato:
-
“diffusione teatro” –
laboratorio permanente per la ricerca e la sperimentazione sulle tecniche della
mediazione teatrale.
-
“tassello d’argento”
– premio teatrale per interprete non protagonista conferito a Vincenzo Salemme,
Regina Senatore, Lucia Zotti, Isa Danieli, Enzo Moscato, Giorgio Barberio
Corsetti, Laura Curino, Paola Fulciniti, Nathalie Mhenta.
-
“CoreOplonti” –
Compagnia di recitazione oplontina.
-
“Marina del sole” –
Compagnia stabile della Pro Loco Oplonti.
-
“Guerre dimenticate”
– Compagnia di recitazione.
-
“Nadìr” – laboratorio
permanente interculturale.
-
“Officina delle
azioni” – laboratorio teatrale per docenti.
-
“E’ di scena
la…classe” – concorso teatrale per la continuità tra le classi della scuola
dell’obbligo.
-
“Angelico Bestiario”
– Compagnia di recitazione.
Ha diretto:
-
Compagnia stabile
della Pro Loco Oplonti “Marina del sole”
-
Laboratorio “Officina
della azioni”
-
Laboratorio
interculturale “Nadìr”
-
Compagnia “Guerre
dimenticate”
-
Laboratorio
espressivo per l’integrazione multietnica “Drama”
-
Laboratorio “Percorsi
immaginari”
-
Compagnia “Angelico
Bestiario”
Dirige tuttora il
laboratorio teatrale “diffusione teatro” giunto al suo X
I X anno di ininterrotta attività.
Ha curato la regìa
di:
(1985) “Uomo e galantuomo” - “Interruzione” - (1986) “Probabili code”
- (1987) “Ditegli sempre di sì” - “Quei figuri di tanti anni fa” - “Apparenti e
incanti” - (1988) “Pezzi di ricambio” - “Fatto di cronaca” -(1989) “Esercizi di
stile” - (1990) “La serva padrona” - (1991) “Orfeo ed altri” - “I colori di Anna” – (1992) “Effetti personali”
– (1993) “Nadir” - (1994) “Radici emergenti” - (1995) “Agape” - (1996) “Compleanno” - (1997) “As soon as j say” - (1998) “Jazz da… Partitura” - (1999)
Studio sulla nuova drammaturgia napoletana
- (2000) ” Jazz da… Rasoi “ - (2001) ” Jazz 2001 “ - (2002) Jazz 2002
Ha curato
l’allestimento di vari dimostrativi didattici presso:
Istituto
Universitario Orientale - Istituto Suor Orsola Benincasa - Istituto di studi
filosofici Palazzo Serra di Cassano - Maschio Angioino - Galleria Toledo -
Teatro Nuovo – “C.P.S.” Comunità Promozione e Sviluppo.
Ha svolto in Campania
attività’ di consulenza per:
“N. E-A.” associazione Napoli Europa-Africa - “La tenda” progetto di recupero e reinserimento - “C.A.M.” formazione per animatori - “Marcovaldo” Teatro Laboratorio – “C.I.D.I.” – Comune di Volla – Comune di Sarno– Provveditorato agli studi di Napoli – “Pangea “ associazione universitaria di Napoli - Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Salerno - e ha collaborato, inoltre, con vari Circoli Didattici e Scuole di ogni ordine e grado.
diffusioneteatro è stato fin dal 1984 un’associazione prima e dopo un progetto permanente
di formazione ed avviamento al teatro, non già attraverso la produzione di
spettacoli, ma attraverso la ricerca e la sperimentazione sulle tecniche della
mediazione teatrale. Utilizzando un metodo rigoroso e disciplinato, in circa
20 anni di attività ha effettivamente operato una sorta di orientamento delle
nuove generazioni ad un tipo di teatro ‘altro’ giungendo spesso in anticipo
rispetto agli eventi che poi si sono rivelati di ‘moda’. Non ha mai creato
illusorie speranze ma ha sicuramente esercitato un’influenza sulle scelte
di vita che molti giovani (circa 2000) hanno potuto fare a seguito della frequentazione
con questo spazio che oltre che essere offerto in forma totalmente gratuita,
non ha mai osato neppure definirsi ‘alternativo’.
Nell’ambito degli studi (e non già spettacoli)
realizzati nel corso di questi anni, tra l’altro, diffusioneteatro
si è irrimediabilmente imbattuto nella drammaturgia contemporanea, facendosi
subito attento ad autori quali Santanelli, Ruccello, Moscato, Neiviller, Chiti, Silvestri, Bovicelli e ultimamente
Cappuccio.
L’attaccamento ai testi di Enzo Moscato è, però, qualcosa
che va oltre il ragionevole giacché questo nostro vanto partenopeo esprime
un livello poetico aderente al territorio e alla universalità di una sofferenza
che accomuna la inesistente ‘gens vesuviana’: improbabili esistenze,
resistenze, convivenze.
Da questa considerazione alla scelta di alcuni anni
or sono di inseguire con il fiato sul collo di questo autore-poeta-suicida
le sue evoluzioni drammaturgiche (soprattutto nella speranza di assistere
a nuovi eventi e capovolgimenti dello scenario teatrale) il passo fu breve.
Quale drammaturgia avrebbe potuto adattarsi meglio
all’immaginario di persone che nel lirico inquinamento vivono e sopravvivono:
‘lo strillante golfo delle sirene’, ‘il male che ci appesta le carni’, lo
sterminator Vesevus, ma dirò di più, il fiume Sarno che sfocia proprio di
fronte alla ‘petra Herculis’, qui da noi, nella ‘provincia addormentata’ non
sono solo turistiche fantasie che fanno sentire meglio quando si chiude il
sipario e si torna a casa. No! Per noi sono la casa sporca in cui abitiamo,
l’aria infetta che respiriamo, il mare fetente in cui non ci tuffiamo, il
figlio drogato oppure travestito, l’omertoso vecchio ‘piscia-sotto’ di famiglia
che nascondiamo ai conoscenti vergognandocene.
Enzo Moscato, a tutto questo e ad altro che non so ripetere, ha dato
vigore e dignità di poesia e lo ha fatto con la sua saggezza, la sua severità
e tutto il suo amore per Napoli e i suoi figli.
Alcuni anni fa, dunque, avendo la direzione di questo
centro di ricerca (diffusioneteatro) ho deliberatamente scelto
di avviarmi attraverso un percorso conoscitivo che mi permettesse di conciliare
diverse istanze: a) una lacuna da colmare circa la poca conoscenza che tutti
avevano di questo autore; b) la necessità di calare l’esperienza sul campo,
insistendo proprio su temi che riguardassero il territorio dove il progetto
vive; c) insegnare ad ognuno dei partecipanti all’esperienza che non era impossibile
parlare dei nostri disagi, non era controindicato, né fuori luogo, anzi, che
tutto questo malessere aveva diritto e dignità poetica di essere espresso
e chissà, forse compreso. Iniziò, così, la sfida: il primo passo, devo dire
ben riuscito, fu la messa in scena di “Compleanno” un monologo di follia celebrativo-commemorativa
scritto sull’onda di una forte commozione per la scomparsa del nostro comune
amico Annibale Ruccello. In questo caso, la sperimentazione è consistita nel
verificare se la drammaturgia di Moscato, rispondendo a canoni di universalità
e rappresentabilità, potesse vivere alla distanza di altre interpretazioni
e vissuti diversi dal suo autore.
Finalmente è iniziata l’avventura di “Partitura”
prima sotto forma di lettura per tre voci e poi con il tentativo di una messa
in scena con 11 personaggi femminili che animano e raccontano le storie di
un popolo sottomesso ed appestato dalle dominazioni: corpi mortificati e irriconoscibili
per le tante sofferenze, ma soprattutto per una indigeribile eredità che li
rende tuttora dolenti per l’indifferenza dei tanti che dicono, ma ‘dicono
soltanto’ di lavorare per riconoscere, conoscere, condividere il “diverso”
.